Basilica di San Maurizio

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La Basilica

Salendo dal centro di Pinerolo lungo Via Principi d'Acaja si giunge sul piazzale antistante l'Abbazia di San Maurizio. siamo in quello che nel medio evo fu il cuore della vita cittadina, quel borgo che era il centro della vita economica e politica, sede di un fiorente mercato e luogo di residenza di notabili, di cui non resta piu' che qualche traccia essendo stato quasi interamente demolito durante la seconda dominazione francese per far posto agli ampliamenti della cittadella. La chiesa intitolata a San Maurizio, che, secondo la tradizione, era il comandante della legione tebea, martirizzata agli inizi del IV secolo per volere dell'imperatore Massimiano, poiche' rifiuto' di offrire sacrifici agli dei pagani, per questo motivo vennero tutti trucidati.


I Documenti Scritti

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Non nota la data di fondazione della chiesa, tuttavia le piu' antiche testimonianze riguardo all'esistenza di una chiesa intitolata a San Maurizio, nel borgo di Pinerolo,risalgono alla fine dell'XI secolo: essa veniva citata quasi sempre unita all'altra chiesa pinerolese situata nel piano ed intitolata a San Maurizio, insieme alla quale costituiva la "Prevostura dei Santi Donato e Maurizio". Il piu' antico testo noto che attesti l'esistenza della chiesa di San Maurizio una carta con la quale la contessa Adelaide dona al monastero di Santa Maria di Pinerolo meta' della corte o curia di Pinerolo: il documento datato al 26 ottobre 1078. Tra le varie sottoscrizioni dell'atto, si trova anche quella di Cuniberto vescovo di Torino, in qualita' di "prespositus ecclesiarum sancti donati sanctique mauricii". Oltre a questo tipo di documenti, tra le fonti piu' utili per la storia della chiesa troviamo le bolle pontificie, gli Statuti della Colleggiata dei Santi Donato e Maurizio, gli atti e i documenti civili, ma in particolare le Visite Pastorali, che risultano di grande utilita' per la ricostruzione degli interventi di restauro o di rimaneggiamento subiti dalla chiesa, in quanto registrano ogni particolare della chiesa e danno disposizioni sulla manutenzione dell'edificio, degli altari, dei paramenti, degli arredi sacri.


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La Storia della Chiesa

Secondo un'ipotesi piuttosto accreditata, tuttavia, il primo nucleo abitato della citta' di Pinerolo si trovava sul colle ed era di origini longobarde (fine VII- inizio VIII secolo): a questo periodo risalirebbe anche la chiesa di San Maurizio. Tale ipotesi sarebbe avvalorata dal fatto che l'ipotizzata pianta originaria dell'edificio presenterebbe analogie con la struttura di gran parte delle chiese longobarde in Italia. La chiesa, al momento delle prime citazioni nei testi scritti, a fine XI secolo, aveva architettura romanica. L'orientamento doveva essere gia' disposto secondo l'asse est- ovest, con abside rivolta ad oriente ed ingresso ad occidente, ma le dimensioni erano senz'altro ridotte rispetto all'edificio attuale. All'esterno, davanti alla porta grande dell'edificio, doveva trovarsi un atrio con portico in legno, sotto il quale vennero stipulati importanti accordi e trattati di confine, a partire dalla I meta'del 200. Nel 1326 avvenne la costruzione o ricostruzione del campanile; poiche' tale campanile era anche torre civica, e pertanto di proprieta' comunale, citato negli Atti Consigliari di quello stesso anno. Secondo un'iscrizione posta all'interno del campanile stesso, la costrizione fu progettata dall'architetto Pietro da Milano.


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Nell'anno 1348 D. Antonio Nassaporis e D. Antonio dei Trucchietti fecero erigere una cappella affrescata alla base del campanile. Gli affreschi non sono piu' visibili poiche' la capprlla venne imbiancata interamente nel 1668. Del 1379 il primo disegno di un orologio per il campanile: nel 1388 se ne delibero' la costruzione, tassando tutti i cittadini di pinerolo, tranne le vedove ed i poveri; l'anno successivo venne installato sulla torre un orologio a quattro quadranti, insieme alla campana.Nel 1442 venne costruita, o piu' probabilmente soltanto riparata, la cuspide del campanile con l'intervento di Giacomo di Sant' Agata: iniziarono inoltre alcuni lavori di riparazione: il fabbricato venne consolidato, ampliato e dotato dim cappelle laterali, per i privati che desideravano avere un altare all'interno della chiesa. Nel 1455 si stabili' la costrzione del coro, da realizzare con il prolungamento dell'abside: a questo scopo venne stanziata una somma di denaro da parte del comune. Nelle cappelle laterali erano presenti 14 altari appartenenti sia a privati sia a confraternite. Nel 1463 Tommaso di Sur, vescovo di Tarantaise, in visita pastorale, ordinava la riedificazione della chiesa, perche' ormai troppo piccola ed in pessimo stato di conservazione e nel 1481, a causa della situazione di degrado, il comune ne stabili' la ricostruzione. A partire dal 1495, si hanno notizie di donazioni per la ricostruzione della chiesa: vennero nominati due notai per ricevere legati della chiesa di San Maurizio, probabilmente per ricostruire o soltanto restaurare la chiesa.Dal 1501 si realizzarono lavori non soltanto di restauro, ma anche di vera e propria riedificazione di gran parte della chiesa, cui venne destinata una parte dell tagli comunali. Probabilmente in questo periodo ( tra meta' XV e inizio XVI sec.) vennero aggiunte altre due navate laterali, nelle quali vennero trasferiti le cappelle e gli altari laterali. Negli anni compresi tra il 1518 e il 1525, si demoli' l'antica abside e se ne costrui' una centrale, di forma poligonale ed ulteriormente approfondita per ampliare il presbiterio, oltre a due absidi minori edificate ex novo a nord. Nel corso del Seicento, tra le numerose donazioni che contribuirono a far procedere i lavori di restauro, determinante fu quella del Duca Carlo Emanuele di Savoia del 1614: nel 1635 si pote' cosi' concludere la ricostruzione dell'edificio. Alcuni sfortunati eventi causarono danni alla chiesa di San Maurizio nel corso del Seicento: nel 1665 un fulmine provoco' danni alla chiesa e causo' l'incendio della polveriera che si trovava sul monte Pepito; morirono per l'incidente circa 400 persone ed i cadaveri vennero ammassati in San Maurizio, che venne interdetta al culto per motivi di sanita' pubblica; tra il 1665 e 1668 si ripararono i danni causati dal fulmine all'edificio.Nel 1691, secondo gli Atti Consigliari della Citta' di Pinerolo, la chiesa era piena di grano, forse in previsione dell'assedio alla citta'. In quegli anni, la messa veniva celebrata ad un altare eretto al di fuori della chiesa, probabilmente sotto il portico antistante l'edificio. Nel 1693 la chiesa venne danneggiata da un bombardamento ed all'interno vennero sepolti numerosi cadaveri di soldati: in questa occasione, per evitare le dannose esalazioni ed una nuova interdizione al culto, venne sparsa sul pavimento dell'edificio dell'argilla rossa. Verso la fine del secolo, il Comune provvide a risistemare la chiesa a spese proprie, facendone imbiancare le pareti e restaurare il coro. Con il Settecento comincio' la rinascita della chiesa, confermata nel 1723 dalla costruzione di un nuovo altar maggiore in legno ( donato dalla famiglia Piatineri ) , sostituito nel 1743 dall'attuale altar maggiore interamente in marmo, come la balaustra ed il pavimento del presbiterio, voluti dal benefattore G. B. Ambrosino, che fece erigere anche l'altare della Nativita' della Vergine. Venne realizzata inoltre la decorazione delle pareti absidali, ad opera del pittore P. A. Pozzo.


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Ricerche Storiche

Verso la meta' del secolo, tuttavia, le vicende della chiesa volsero nuovamente al peggio: nel 1748, con la nascita della diocesi di Pinerolo, venne scelta come cattedrale la chiesa di San Donato e la Colleggiata dei Santi Donato e Maurizio venne soppressa, ma, nonostante le numerose richieste di abbattimento della chiesa, giunte da piu' parti, l'edificio continuo' ad asistere ed essere officiato, superando le gravi difficolta' economiche in cui si trovava. Durante il XIX secolo, evitata la demolizione dell'edificio, vennero compiuti imponenti restauri, dettati in gran parte da necessita' ricostruttive dopo il terremoto del 1808, che danneggio' in particolare i solai delle volte, nella navata centrale. Durante il 1840, si realizzarono alcuni lavori di ristrutturazione e venne eretto il nuovo orologio, ideato dal pinerolese Ignazio Porro, Ufficiale di Artiglieria Piemontese ( il primo orologio a 4 quadranti che funzionano contemporaneamente con un solo meccanismo ). Per volonta' del sindaco di Pinerolo, Giuseppe Brignone, l'edificio subi' alcuni rimaneggiamenti, secondo il gusto neogotico, tipico del periodo. Nel 1889 si ripresero i lavori di restauro, in particolare all'interno dell'edificio: nelle tre navate centrali venne realizzata la decorazione pittorica neogotica, da parte di Gabriele e Mario Ferrero e Maurizio Cavallini. Il pulpito venne trasportato dalla prima colonna dalla parte del Vangelo allo spigolo del campanile. Per quanto riguarda l'esterno, le finestre vennero dotate di vetri colorati e smerigliati; in facciata si comincio' la costruzione delle cinque finestre circolari, mentre l'anno successivo finestre circolari vennero aperte anche lungo le due navatelle laterali appena restaurate e si apri' un terzo portale in facciata. Nel 1898 vennero tumulate nella chiesa le spoglie dei principi d'Acaja, traslate dalla chiesa di San Francesco. Tra il 1983 ed il 1990, la chiesa fu oggetto di imponenti lavori di restauro conservativo, sia per quanto riguarda il tetto e le strutture murarie sia per le decorazioni interne. Domenica 8 settembre 2002 viene insignita del titolo di Basilica Minore da Papa Giovanni Paolo II.


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L'Arte presente nella Basilica

La parte esterna, ovvero la facciata, in cotto, risultato di vari rimaneggiamenti, scompartita da lesene che richiamano la divisione interna delle 5 navate; le absidi poligonali, sostenute da contrafforti, sono parzialmente nascoste dal Santuario della Madonna delle Grazie. La parte interna a 5 navate su pilastri e voltato a crociera. La navata laterale sinistra, asimmetrica, frutto degli ampliamenti seicenteschi, ed stata ricavata probabilmente da un porticato esterno. La chiesa conserva numerose opere d'arte, tra le quali si segnalano:

  1. Altare maggiore in marmo policromo
  2. Ai lati busti in marmo di San Maurizio e San Donato
  3. Tela di G.Petrini: Ascensione di Gesu'
  4. Tela di C.F. Beaumont: Nativita' della Vergine Maria
  5. Lapide dedicata al benefattore G.B. Ambrosino
  6. Lapide in ricordo della visita di Achille Ratti futuro papa Pio XI
  7. Tela di autore ignoto raffigurante San Grato
  8. Altare della Crocifissione
  9. Trittico di G. Rollini, raffigurante la Vergine Immacolata
  10. Tela di autore ignoto, raffigurante Maria Vergine Assunta con Sant' Antonio Abate, un'altra Santa Regina e Sant' Apollonia (XVII)
  11. Affresco di autore ignoto del 1470, raffigurante la Madonna col Bambino
  12. Affresco di Santa Radegonda e San Germano, attribuito a Jacobino Longo (pittore pinerolese)
  13. Affresco di pittore ignoto raffigurante il Compianto sul Cristo morto (XV secolo )
  14. Altare di San Francesco di Assisi
  15. Affresco raffigurante la Vergine che allatta il Bambino
  16. Trittico del Gennaro, raffigurante il Sacro Cuore di Gesu', Sant'Antonio da Padova e Santa Teresa
  17. Tomba dei principi d'Acaja
  18. Pulpito ligneo
  19. Trompe-l'oeil a lato presbiterio
  20. Scala di collegamento con il Santuario
  21. L'organo originario della chiesa, opera di Milano Miretto detto Spada e datato 1574, venne sostituito dall'attuale, opera di Alessandro Collino nel 1863-64, mentre la cassa fu realizzata da Giuseppe Bertola. Si ha notizia di restauro effettuato nel 1892.

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Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie


La Storia e l'Arte

Al 1327 risalgono le prime notizie di un piccolo oratorio, vicino alla chiesa di San Maurizio, che aveva funzione di cappella cimiteriale; soltanto nel 1679 compare il nome di Santuario della Madonna delle Grazie. Intorno alla meta' del Settecento il santuario venne ingrandito e si conservo' sul muro della chiesa antica l'affresco della Vergine delle Grazie col Bambino, forse risalente alla meta' del Cinquecento. Si costrui' inoltre la scala di collegamento con la chiesa di San Maurizio, dove sono conservati ancora oggi i numerosi ex-voto. Venne nuovamente restaurata nel 1832, con la costruzione di un altare in marmo e di una cancellata in ferro: l'interno del santuario venne invece dipinto verso il 1841 dal pittore pinerolese Gastaldi. Del 1866 la decorazione della facciata, realizzata in marmo bianco, con il medaglione, recante l'effige a bassorilievo della Madonna dell Grazie, progettata e realizzata dall'arch. Carlo Barrera. L'organo venne costruito nel 1848 da Giuseppe Collino e figli. La festa della Madonna delle Grazie veniva celebrata la prima domenica di luglio, ma nel 1899 il vescovo di Pinerolo, mons. G.B.Rossi, stabili' di tributare un omaggio particolare alla Vergine delle Grazie il giorno 3 settembre 1899. In quella data avvenne l'incoronazione dell'antica immagine della Vergine conservata in santuario e della statua della Madonna pellegrina e del Bambino, realizzata in quello stesso anno dalla ditta Mimosa di Torino. Da quell'anno, con alterne vicende, la festa della Madonna delle Grazie viene celebrata la seconda domenica del mese di settembre. Per quell'occasione venne anche progettata un'imponente scalinata scenografica, che raggiungesse il santuario superando il dislivello della collina: tale progetto non venne pero' realizzato. All'inizio del Novecento, si realizzo' il piazzale del santuario, progettato dall'ing. Stefano Cambiano, mentre nel 1907 iniziarono i nuovi lavori di ampliamento del santuario, anche grazie ad un lascito del can. G.B.Buniva, parroco di San Maurizio, morto improvvisamente. Vennero aggiunte due cappelle laterali e la cupola; l'interno venne interamente decorato dai pittori Reffo, Cavallo e Siffredi e dall'indoratore pinerolese Giuseppe Santiano. Sulla cupola venne posta nel 1908 la statua in alluminio della Madonna delle Grazie, opera della ditta Fumagalli di Torino. Il santuario venne consacrato il 9 ottobre 1909: nell'altare vennero collocate le reliquie dei santi Clemente e Giocondina. Nel 1961 il Vescovo ottenne dal papa che la Madonna delle Grazie fosse dichiarata patrona secondaria della diocesi di Pinerolo. Dopo il 1970, in ottemperanza alle indicazioni del Concilio Vaticano II, vennero eliminate dal santuario la balaustra in marmo e la cancellata in bronzo.


La devozione Mariana e gli ex Voto

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L'ex voto un oggetto che viene offerto a Dio, alla Vergine, ai santi, in segno di devozione, ma soprattutto di riconoscenza per grazia ricevuta. In ogni santuario, pertanto, sono presenti questi segni di devozione rivolti al personaggio sacro che vi viene venerato. Anche nel santuario della Madonna delle Grazie sono presenti numerosi di questi segni di riconoscenza e devoxione verso la Vergine. La maggior parte degli ex-voto conservati all'interno del santuario sono cuori in argento, di varie dimensioni, mentre lungo la scala che collega il santuario con la basilica di San Maurizio, gli ex-voto sono quadri, dipinti su cartone, tela o stoffa, ricami su seta e a mezzo punto, oltre a quadri ovali di dimensioni diverse, recanti l'effige della Madonna delle Grazie. Nei dipinti conservati lungo la scala, tra le motivazioni piu' frequenti di riconoscenza alla Vergine per la grazia ricevuta, si trovano: malattie e conseguenti guarigioni, episodi bellici, incidenti stradali, sul lavoro o situazioni pericolose nei lavori agricoli. Sono inoltre conservate nel santuario due lampade votive, donate dal Comune di Pinerolo come ex-voto di ringraziamento per la fine della guerra in Etiopia (1936 ) e della II guerra mondiale (1945 ). Di particolare interesse devozionale il pellicano in cotone bianco, realizzato interamente a mano dalle monache del Monastero della Visitazione di Pinerolo e donato al santuario in occasione della incoronazione dell'effige e della statua della Vergine, avvenuta il 3 settembre 1899.


(Ricostruzione storica effettuata su libretto reperibile presso la Basilica di San Maurizio, pubblicato dalla omonima parrocchia e dalla Diocesi di Pinerolo intitolato "La Basilica di San Maurizio e il Santuario della Madonna delle Grazie".)